El Hierro Idroeolico

Primo esempio di isola energeticamente autonoma, nell’arcipelago delle Canarie (Spagna), El Hierro ha inaugurato quest’anno un sistema autosufficiente per la produzione di energia elettrica, nel rispetto delle norme sulla salvaguardia degli ecosistemi e consentendo il risparmio di ingenti quantità di CO2.

Le piccole isole come questa affrontano alcune delle più difficili sfide energetiche dei nostri tempi: le loro dimensioni e la lontananza dalla costa significano anche spese estremamente elevate per i rifornimenti energetici che sono sempre inquinanti e spesso inaffidabili. Eppure molte sono le isole ricche di energia del sole, del vento e dell’acqua, le materie prime dell’energia rinnovabile.

Al El Hierro, nelle Canarie, l’amministrazione locale ha deciso di investire su questo: paradiso spagnolo, meta di turismo con poco più di 10.000 abitanti, tra rocce laviche e parchi naturalistici è stato installato un parco eolico di ultima generazione, estremamente efficiente e silenzioso.

EL HIERRO

Ma l’eolico, per quanto l’isola sia ventosa, non permette la continuità di autonomia da fonti non rinnovabile, così è stato implementato un bacino idroelettrico da attivare solo in caso di assenza di vento, composto da due bacini rispettivamente da 500 e 120 mc. La pompa di attivazione per il riempimento del bacino più grande viene alimentata dall’energia eolica.

 

La “Centrale Idroeolica di El Hierro” si candida quindi ad essere il primo caso di una comunità autosufficiente e libere da fonti inquinanti, esempio per tutte quelle comunità ancora fortemente attaccate alle importazioni di carburanti.

Ma il fiore all’occhiello di El Hierro, sarebbe difficilmente riproducibile in un’isola italiana con gli stessi vincoli: El Hierro nel 2000 è stata dichiarata dall’Unesco riserva della biosfera ed è protetta dalle Direttive europee Habitat e Uccelli, in una situazione simile le amministrazioni comunali avrebbero impedito l’installazione di pale eoliche.

 

SCHEMA DEL BACINO IDROELETTRICO DI EL-HIERRO

Schema funzionamento centrale idroeolica

Ma Unesco, UE, ambientalisti ed amministratori locali hanno fatto i loro conti ed  hanno capito che l’importazione, lo stoccaggio e il consumo di i 6.000 tonnellate di gasolio all’anno, che emettono 18.700 tonnellate di CO2, il 20% delle quali servono a far funzionare tre dissalatori per l’acqua potabile e l’irrigazione, erano molto più dannose per l’ambiente di 5 pale eoliche e di due piccoli bacini idroelettrici, uno realizzato sul fondo di un cono vulcanico ad un altro nella parte superiore del vulcano a 700 metri sul livello del mare.

La speranza è che sulla scia di questa buona ingegneria  possano seguire altri brillanti progetti ed investimenti a favore dell’ambiente.